Impressioni sul PerCorso

Lunedì 16 ottobre un gruppetto di genitori di cui faccio parte si è riunito per il primo degli incontri di TIMIOTERA. L’Associazione era appena stata presentata a coloro che, negli ultimi anni, hanno seguito “Incomincio da … 3”, Venerdì 13 ottobre, infatti, si è tenuto un incontro presso la ASL 13 di Genova Quarto dove è stato raccontato da cosa è nata e perché.
E’ stato subito chiaro quello che ci aspettavamo da questa nuova serie di incontri, come è molto chiaro cosa “Incomincio da … 3”, e quindi la precedente serie di incontri, abbia lasciato dentro di noi.
“Incomincio da tre” ci ha stimolato a riflettere ed a mettere a fuoco certe sensazioni che a volte restano tali, indefinite: quel sentimento di disagio di fronte a certe situazioni ci ha fatto ragionare sulla nostra posizione rispetto a determinati argomenti che erano stati preventivamente decisi.
Abbiamo capito, grazie ad altri genitori, quale sarebbe forse stato il passo successivo dell’evoluzione destabilizzante dei nostri pargoletti ed abbiamo ricevuto quindi una nuova “prospettiva”, come alcuni di noi hanno sostenuto.
Molti hanno pensato tanto, tradotto in parole nodi nella pancia, situazioni irrisolte che altrimenti non sarebbero state razionalizzate e sulle quali forse avrebbero soprasseduto, trascinati dalla corrente, continuando a sentirsi a disagio.
Così abbiamo imparato a capire noi stessi attraverso il nostro rapporto con i figli e la famiglia intera ed abbiamo a volte puntato i piedi perché abbiamo finalmente capito e potuto condividere certe priorità.
Ora ci troviamo davanti a qualcosa di più: siamo noi a sviscerare quello che abbiamo tenuto dentro, che ci sta tormentando da un po’ ma non sappiamo come mettere a fuoco, siamo noi a fare della nostra emergenza personale l’argomento dell’incontro: il tema di discussione infatti è aperto, sta ad uno di noi mettere sul tavolo un argomento che in questo momento ci cruccia o che sentiamo non risolto.
Chi di noi, dimostrando estrema fiducia nelle persone presenti, si è aperto ed ha discusso del proprio problema, ha ricevuto dai presenti, con l’aiuto delle nostre fidate guide, commenti e indicazioni su come lavorare sul problema, ma soprattutto, parlandone, nello sforzo stesso di spiegarlo, ha cominciato a chiarire a se stesso la situazione in cui si trovava ed il proprio atteggiamento verso di essa.
A volte le situazioni viste da dentro ci paiono complicate, indistricabili. Chi ci vede da fuori può vederle forse più chiaramente. Grazie all’aiuto reciproco lavoriamo sul nostro problema, ci possiamo confidare appunto, come tra amici, con la consapevolezza che qualcuno sta veramente pensando solo a noi in quel momento.
La mamma che lunedì scorso ha voluto condividere con noi il suo problema si sarà trovata da sola la sera, il giorno dopo, i giorni successivi, con tante parole e frasi nella testa che piano piano convoglieranno verso una direzione. Ha appoggiato il suo diapason ad una cassa armonica che ha trasformato una vibrazione impercettibile in un suono, ed ora deve disporre tutti i suoni affinché diventino una melodia.
Non vedo l’ora di rivedere questa mamma per sapere cosa ha fatto e cosa ha pensato, se le nostre parole l’hanno aiutata, se è riuscita a parlare dei suoi problemi e si è fatta aiutare da chi le sta vicino…
La sua storia si intreccia con le nostre: grazie a lei anch’io oggi rifletto sull’interazione con i nostri familiari, su certi meccanismi comportamentali, sull’importanza di ascoltare. Ho tratto un insegnamento, da questa persona e da tutte le altre che hanno lavorato assieme empaticamente, ho capito che certe cose vanno dette, di persona, affrontate con coraggio, proprio come TIMIOTERA vuole significare.
Passeranno tre settimane prima che si tenga il prossimo incontro, tre settimane che trascorrerò riflettendo, durante le quali forse metterò a fuoco il mio problema. Sarò capace di intavolarlo e di essere coraggiosa come la nostra amica? Penso di si e sono sicura che riceverò un aiuto a trovare delle risposte.